UN SALUTO AD UN CARO AMICO: IL BIANCOSPINO

“Biancospino in primavera di bianco vestito,
al tempo della raccolta
rosso sangue a noi ti presenti,
porta via da questa iniziata
che cammina attraverso il tuo cancello
ogni male, collera e impurità,
il tuo odore riposa nel Cuore”
Ti ringraziamo Biancospino per esserti lasciato cogliere con il tuo agire aggraziato. Per donarci forza e volontà temperata calmando l’agitazione improduttiva e permettendo il riposo, anche dei pensieri. Con te il nostro Cuore è al riparo e pronto all’incontro di Noi nel mondo dei sogni. Grazie per questo Maggio insieme!
Scopriamo qualche curiosità e ricetta:
Conosciuto come regolatore della funzionalità cardiovascolare, in quanto favorisce il rilassamento e la regolarità della pressione arteriosa, il Biancospino viene utilizzato specialmente nei riti di celebrazione del mese di Maggio, il 13 maggio prende addirittura il suo nome: si chiama infatti “Giorno del Biancospino”.
Nella cultura popolare occitana la presenza del Biancospino indicava che quel sacro luogo era popolato da creature magiche, e che forse poteva essere un accesso segreto all’Altromondo, alle dimensioni sovrasensibili. Ancora oggi si fa attenzione nel passare accanto a tre alberi di biancospino disposti a formare un angolo acuto, perché si pensa che essi sprigionino un potere magico molto forte.
C’è una stretta relazione tra la pianta del Biancospino e le antiche divinità femminili: consacrato a Maia, sovrana del mese di maggio e delle purificazioni, nonchè Dea della Terra; a Flora, Dea della primavera e della vegetazione; e alla ninfa Carna, protettrice dei cardini delle porte. Con l’avvento del Cristianesimo è stato consacrato alla Vergine Maria e si narra che il bastone di Giuseppe di Arimatea fosse stato ricavato da questa pianta. Dopo che il santo ebbe raccolto il sangue di Cristo nella coppa dell’ultima cena, si recò a Glastonbury, in Britannia, e qui piantò il bastone, dando vita a un Biancospino che continuò a fiorire ogni Natale.
Viene utilizzato tutt’ora per propiziare il sonno consapevole ed entrare in contatto con altre dimensioni. Numerose sono le leggende correlate a questa proprietà, come quella che vede Odino usarne una spina per far cadere Brunilde in un sonno incantato; ma pure Viviana di Avalon fece addormentare Merlino sotto a un albero di biancospino; per non parlare della celebre Rosaspina protagonista della fiaba “La Bella Addormentata nel Bosco”, che cadde in un sonno incantato lungo cento anni per essersi punta con un fuso, costruito all’epoca con legno di biancospino.
Secondo il medico greco Dioscoride nel suo “de materia medica” appendere rami di biancospino su porte e finestre impedisce ai demoni di entrare in casa, mentre le sue spine allontanano gli spiriti dei morti nel giorno in cui vagavano attorno alla città.Nel medioevo era considerato pianta propiziatoria e della fecondità: veniva innalzato nelle piazze e decorato con oggetti simbolo della fecondità. Attorno ad esso, poi, si doveva danzare per garantire prosperità per tutto l’anno. All’epoca di Ovidio era utilizzato per decorare tende usate nei giardini i giorni di nozze, veniva appeso alle culle e sulle finestre delle stanze dei neonati per allontanare i malefici.Secondo Plinio era considerato di buon augurio per le fiaccole nuziali poiché con il biancospino erano costruite le torce dei pastori che rapirono le Sabine. In Francia si pensa che la corona di Gesù fosse fatta coi rametti di biancospino. Per questo motivo viene chiamato anche “spina nobile”.
Qualche semplice ricetta con il Biancospino:
*Tonico per il cuore, per equilibrare la pressione del sangue, sonni tranquilli, aprire le porte dei mondi onirici e curare le ferite d’Amore: in una tazza d’acqua bollente versare due cucchiaini di foglie e fiori essiccati e lasciare in infusione per 10 minuti. Bere tre tazze al giorno per tre giorni al mese (mantenere sempre il coperchio durante la bollitura e l’infusione). Proseguire per un mese.
*Vino di Biancospino: lasciar macerare 20 grammi di foglie e fiori in un litro di vino bianco per una settimana. In seguito filtrare spremendo bene e conservare in bottiglia. Assumere due bicchierini al giorno come tonico e calmante del sistema nervoso.
*Noi lo raccogliamo per creare una miscela preparata in tre passaggi: gemme e bacche le trasformiamo in macerato glicerico, fiori e foglie in estratto idroalcolico, la prima fioritura, invece, in rimedio floreale. Uniamo insieme i tre composti per creare una miscela potenziata con il suono del canto, acqua pura di sorgente raccolta in luoghi sacri di montagna ed alcool biologico di frumento.

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