ART. 1
(Denominazione, sede e durata)
E’ costituita fra i presenti, ai sensi del Codice civile e del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 1171 (in
seguito denominato “Codice del Terzo settore”) e successive modifiche, una associazione
2 avente la
seguente
denominazione:
“Associazione Alma Calende APS”, da ora in avanti denominata “
associazione”, con sede legale nel
Comune di
Firenze e con durata illimitata3.

ART. 2
(Scopo, finalità e attività)
L’associazione non ha scopo di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale,
mediante lo svolgimento
in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi di una o più delle
seguenti
attività di interesse generale, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei
propri associati
o delle persone aderenti agli enti associati:
– organizzazione e gestione di
attività culturali, artistiche o ricreative di particolare interesse sociale,
incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del
volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;
– interventi e servizi finalizzati volti alla salvaguardia e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente
e all’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali;
– Cooperazione allo Sviluppo, ai sensi della legge 11 agosto 2014, n. 125, e successive modificazioni;
– Agricoltura Sociale, ai sensi dell’articolo 2 della legge 18 agosto 2015, n. 141, e successive
modificazioni.
L’associazione, quindi, potrà, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nell’ambito delle attività di
interesse generale, occuparsi di:
– Educazione allo Sviluppo Sostenibile
– Raccolte sociali di olive, ortaggi e frutta
– Divulgazione delle discipline di cura dell’ambiente e del corpo, come la naturopatia e lo yoga
L’associazione non dispone
limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di
qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati
e non prevede il diritto di trasferimento, a
qualsiasi titolo, della quota associativa.


L’associazione può esercitare, a norma dell’art. 6 del Codice del terzo settore, attività diverse da
quelle di interesse generale,
secondarie e strumentali rispetto a queste ultime, secondo criteri e limiti
definiti con apposito Decreto ministeriale. La loro individuazione sarà successivamente operata da
parte dell’Organo di amministrazione.
L’associazione può esercitare anche attività di
raccolta fondi, a norma dell’art. 7 del Codice del Terzo
settore, – attraverso la richiesta a
terzi di donazioni, lasciti e contributi di natura non corrispettiva – al
fine di finanziare le proprie attività di interesse generale e nel rispetto dei principi di verità,
trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico.

ART. 3
(Ammissione e numero degli associati)
Il numero degli associati è illimitato ma, in ogni caso, non può essere inferiore al minimo stabilito
dalla Legge.
Possono aderire all’associazione le
persone fisiche e gli enti del Terzo settore o senza scopo di lucro
che condividono le finalità della stessa e che partecipano alle attività dell’associazione con la loro
opera, con le loro competenze e conoscenze.
Chi intende essere
ammesso come associato dovrà presentare all’Organo di amministrazione una
domanda che dovrà contenere:
– l’indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita, codice fiscale nonché
recapiti telefonici e indirizzo di posta elettronica;
– la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente Statuto, gli eventuali
regolamenti e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi;
L’Organo di Amministrazione delibera sulla domanda secondo
criteri non discriminatori, coerenti con
le finalità perseguite e le attività di interesse generale svolte.
La deliberazione di ammissione deve essere
comunicata all’interessato e annotata, a cura dell’Organo
di amministrazione, nel libro degli associati.
L’Organo di amministrazione deve, entro 60 giorni, motivare la
deliberazione di rigetto della domanda
di ammissione e comunicarla agli interessati.
Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dall’Organo di amministrazione, chi l’ha proposta
può entro 60 giorni dalla comunicazione della deliberazione di rigetto, chiedere che sull’istanza si
pronunci l’Assemblea, che delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocati, in
occasione della sua successiva convocazione.
Lo status di associato ha carattere
permanente e può venire meno solo nei casi previsti dall’art. 5.
Non sono pertanto ammesse adesioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione
strumentalmente limitativi di diritti o a termine.

ART. 4
(Diritti e obblighi degli associati)
Gli associati hanno il diritto di:
– eleggere gli organi associativi e di essere eletti negli stessi;
– esaminare i libri sociali;
– essere informati sulle attività dell’associazione e controllarne l’andamento;
– frequentare i locali dell’associazione;
– partecipare a tutte le iniziative e manifestazioni promosse dall’associazione;
– concorrere all’elaborazione ed approvare il programma di attività;
– essere rimborsati dalle spese effettivamente sostenute e documentate;

– prendere atto dell’ordine del giorno delle assemblee, prendere visione dei bilanci e consultare i
libri associativi;
Gli associati hanno l’
obbligo di:
– rispettare il presente Statuto e gli eventuali Regolamenti interni;
– svolgere la propria attività verso gli altri in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di
lucro, anche indiretto;
– versare la quota associativa secondo l’importo, le modalità di versamento e i termini
annualmente stabiliti dall’Assemblea;

ART. 5
(Perdita della qualifica di associato)
La qualifica di associato si perde per morte, recesso o esclusione.
L’associato che contravviene
gravemente agli obblighi del presente Statuto, negli eventuali
Regolamenti interni e nelle deliberazioni degli organi associativi, oppure arreca danni materiali o
morali di una certa gravità all’associazione può essere
escluso dall’associazione mediante
deliberazione dell’Assemblea con voto segreto e dopo aver ascoltato le giustificazioni dell’interessato.
La deliberazione di esclusione dovrà essere comunicata adeguatamente all’associato che potrà
presentare le proprie controdeduzioni.
L’associato può sempre
recedere dall’associazione.
Chi intende recedere dall’associazione deve comunicare in forma scritta la sua decisione all’Organo di
amministrazione, il quale dovrà adottare una apposita deliberazione da comunicare adeguatamente
all’associato.
La dichiarazione di recesso ha
effetto con lo scadere dell’anno in corso, purché sia fatta almeno 3
mesi prima.
I
diritti di partecipazione all’associazione non sono trasferibili.
Le somme versate a titolo di quota associativa
non sono rimborsabili, rivalutabili e trasmissibili.
Gli associati che comunque abbiano cessato di appartenere all’associazione non hanno alcun diritto
sul
patrimonio della stessa.

ART. 6
(Organi)
Sono organi dell’associazione:
– l’Assemblea;
– l’Organo di amministrazione (o consiglio direttivo);
– il Presidente;

ART. 7
(Assemblea)
Nell’Assemblea hanno diritto di voto tutti coloro che sono iscritti, da almeno 3 mesi, nel libro degli
associati.
Ciascun associato ha
un voto.
Ciascun associato può farsi rappresentare in Assemblea da un altro associato mediante delega scritta,
anche in calce all’avviso di convocazione. Ciascun associato può rappresentare sino ad un massimo di
3 associati.

La convocazione dell’Assemblea avviene mediante comunicazione scritta, contenente il luogo, la data
e l’ora di prima e seconda convocazione e l’ordine del giorno, spedita almeno 15 giorni prima della
data fissata per l’Assemblea all’indirizzo risultante dal libro degli associati.
L’Assemblea si
riunisce almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio di esercizio.
L’Assemblea deve essere inoltre convocata quando se ne ravvisa la
necessità o quando ne è fatta
richiesta motivata da almeno un decimo degli associati.
L’Assemblea ha le seguenti competenze
inderogabili:
nomina e revoca i componenti degli organi associativi e, se previsto, il soggetto incaricato
della revisione legale dei conti;
– approva il
bilancio di esercizio;
– delibera sulla responsabilità dei componenti degli organi associativi, ai sensi dell’art. 28 del
Codice del terzo settore, e promuove
azione di responsabilità nei loro confronti;
– delibera sulla
esclusione degli associati;
– delibera sulle
modificazioni dell’Atto costitutivo o dello Statuto;
– approva l’eventuale
regolamento dei lavori assembleari;
– delibera lo
scioglimento;
– delibera la trasformazione, fusione o scissione dell’associazione;
– delibera sugli
altri oggetti attribuiti dalla Legge, dall’Atto costitutivo o dallo Statuto alla sua
competenza.
L’Assemblea è validamente costituita in
prima convocazione con la presenza di almeno la metà degli
associati, in proprio o per delega, e in
seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati
presenti, in proprio o per delega.
L’Assemblea
delibera a maggioranza di voti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle
che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno voto.
Per
modificare l’Atto costitutivo e lo Statuto occorre la presenza di almeno ¾ degli associati e il voto
favorevole della maggioranza dei presenti.
Per deliberare lo
scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto
favorevole di almeno ¾ degli associati.

ART. 8
(Organo di amministrazione)
L’Organo di amministrazione opera in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali dell’Assemblea
alla quale risponde direttamente e dalla quale può essere, per gravi motivi,
revocato con motivazione.
Rientra nella sfera di competenza dell’Organo di amministrazione tutto quanto non sia per Legge o
per Statuto di pertinenza esclusiva dell’Assemblea o di altri organi associativi.
In particolare, e tra gli altri, sono
compiti di questo organo:
– eseguire le deliberazioni dell’Assemblea;
– formulare i programmi di attività associativa sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;
– predisporre il Bilancio di esercizio e l’eventuale Bilancio sociale nei casi e con le modalità previste al
raggiungimento delle soglie di legge;
– predisporre tutti gli elementi utili all’Assemblea per la previsione e la programmazione economica
dell’esercizio;
– deliberare l’ammissione e l’esclusione degli associati;
– deliberare le azioni disciplinari nei confronti degli associati;
– stipulare tutti gli atti e contratti inerenti le attività associative;
– curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà dell’associazione o ad essa affidati;

L’Organo di amministrazione è formato da un numero di componenti, compreso tra 3 e 7 , nominati
dall’Assemblea per la
durata di 3 anni e sono rieleggibili per 3 mandati.
La
maggioranza degli amministratori sono scelti tra le persone fisiche associate ovvero indicate dagli
enti associati: si applica l’art. 2382 Codice civile riguardo alle cause di ineleggibilità e di decadenza.
L’Organo di amministrazione è validamente
costituito quando è presente la maggioranza dei
componenti.
Le
deliberazioni dell’Organo di amministrazione sono assunte a maggioranza dei presenti.
Il
potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale, pertanto le limitazioni di tale
potere non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte nel Registro unico nazionale del terzo settore o
se non si prova che i terzi ne erano a conoscenza.

ART. 9
(Presidente)
Il Presidente rappresenta legalmente l’associazione – nei rapporti interni ed in quelli esterni, nei
confronti di terzi ed in giudizio – e compie tutti gli atti che la impegnano verso l’esterno.
Il Presidente è
eletto dall’Assemblea tra i propri componenti a maggioranza dei presenti.
Il Presidente
dura in carica quanto l’Organo di amministrazione e cessa per scadenza del mandato,
per dimissioni volontarie o per eventuale revoca, per gravi motivi, decisa dall’Assemblea, con la
maggioranza dei presenti.
Almeno un mese prima della scadenza del mandato dell’Organo di amministrazione, il Presidente
convoca l’Assemblea per la nomina del nuovo Presidente.
Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea e l’Organo di amministrazione, svolge l’ordinaria
amministrazione sulla base delle direttive di tali organi, riferendo a quest’ultimo in merito all’attività
compiuta.
Il
Vice Presidente sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogniqualvolta questi sia
impossibilitato nell’esercizio delle sue funzioni.

ART. 10
(Patrimonio)
Il patrimonio dell’associazione – comprensivo di eventuali ricavi, rendite, proventi ed altre entrate
comunque denominate – è
utilizzato per lo svolgimento delle attività statutarie ai fini dell’esclusivo
perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

ART. 11
(Divieto di distribuzione degli utili)
Ai fini di cui al precedente art. 12, l’associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto,
utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate, ai propri associati, lavoratori e
collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi associativi, anche nel caso di recesso o
di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo.


ART. 12
(Risorse economiche)
L’associazione può trarre le risorse economiche, necessarie al suo funzionamento e allo svolgimento
della propria attività, da
fonti diverse, quali: quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni
e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, proventi da attività di raccolta fondi nonché dalle attività
diverse da quelle di interesse generale, di cui all’art. 6 del Codice del Terzo settore.

ART. 13
(Bilancio di esercizio)
L’associazione deve redigere il bilancio di esercizio annuale e con decorrenza dal primo gennaio di
ogni anno.
Esso è
predisposto dall’Organo di amministrazione, viene approvato dalla Assemblea entro 4 mesi
dalla chiusura dell’esercizio cui si riferisce il bilancio e
depositato presso il Registro unico nazionale del
terzo settore.
L’Organo di amministrazione documenta il
carattere secondario e strumentale delle attività diverse di
cui all’art. 2, a seconda dei casi, nella relazione di missione o in una annotazione in calce al
rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio.

ART. 14
(Libri)
L’associazione deve tenere i seguenti libri:
– libro degli
associati, tenuto a cura dell’Organo di amministrazione;
– registro dei
volontari, che svolgono la loro attività in modo non occasionale;
– libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’
Assemblea, in cui devono essere trascritti anche i
verbali redatti per atto pubblico, tenuto a cura dell’Organo di amministrazione;
– libro delle adunanze e delle deliberazioni dell’
Organo di amministrazione, tenuto a cura dello
stesso organo;
Gli associati hanno
diritto di esaminare i suddetti libri associativi secondo le seguenti modalità
– facendo richiesta al Presidente, o in caso di sua indisposizione al Vice Presidente, con 15 giorni di
anticipo;
– esplicitando se si vorranno esaminare i libri associativi in originale o in copia cartacea.

ART. 15
(Volontari)
I volontari sono persone che per loro libera scelta svolgono, per il tramite dell’associazione, attività in
favore della comunità e del bene comune, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie
capacità.
La loro attività deve essere svolta in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro,
neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.
L’attività dei volontari
non può essere retribuita in alcun modo, neppure dai beneficiari.
Ai volontari possono essere rimborsate dall’associazione soltanto le spese effettivamente sostenute e
documentate
per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite
dall’Organo di amministrazione: sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo
forfetario.
Le spese sostenute dai volontari possono essere rimborsate nei limiti di quanto previsto dall’art. 17
del Decreto Legislativo 3 luglio 2017 n. 117
La qualità di volontario è
incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o
autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’associazione.

ART. 16
(Lavoratori)
L’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di
altra natura,
anche dei propri associati, solo quando ciò sia necessario ai fini dello svolgimento delle
attività di interesse generale e al perseguimento delle finalità statutarie.
In ogni caso, il
numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% del
numero dei volontari o al 5% dei l numero degli associati.

ART. 17
(Scioglimento e devoluzione del patrimonio residuo)
In caso di scioglimento dell’associazione, il patrimonio residuo è devoluto, previo parere positivo
dell’Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore, da quando sarà operativo, e salva
diversa destinazione imposta dalla Legge, ad altri enti del Terzo settore, o a fini di utilità sociale, nelle
more della piena operatività del suddetto Ufficio.
L’Assemblea provvede alla nomina di uno o più
liquidatori preferibilmente scelti tra i propri associati.

ART. 18
(Rinvio)
Per quanto non è espressamente previsto dal presente Statuto, dagli eventuali Regolamenti interni e
dalle deliberazioni degli organi associativi, si applica quanto previsto dal
Decreto Legislativo 3 luglio
2017, n. 117
(Codice del terzo settore) e successive modifiche e, in quanto compatibile, dal Codice
civile.

 

CLAUSOLA temporanea

1. In attesa dell’istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) previsto
dal Codice del Terzo settore e fino al termine di cui all’art. 104, c.2 del Codice del Terzo
settore medesimo, l’Associazione è soggetta a quanto previsto al d.lgs. 4 dicembre 1997, n.
460, e rimane iscritta all’anagrafe regionale delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

2. Le disposizioni del presente statuto incompatibili con quanto previsto dal predetto d.lgs.
n. 460 del 1997 sono inefficaci fino al termine di cui all’art. 104, c.2 del Codice del Terzo
settore.

3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, in particolare, l’Associazione:
a) svolge attività in via principale per esclusivi fini di solidarietà, nei settori di cui all’art.
10, c.1, lett. a) nn.8 del d.lgs. n. 460 del 1997. Può svolgere attività direttamente connesse ai
settori di attività;
b) continua ad utilizzare la denominazione di Associazione Alma Calende APS Onlus in
qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico. A decorrere dal termine di
cui all’art. 104, c.2 del Codice del Terzo settore, l’Associazione assume denominazione di cui
all’art. 1 del presente statuto;
c) osserva i limiti previsti dall’art. 10, c.6, lett. c) del d.lgs. n. 460 del 1997
d) in caso di scioglimento prima del termine di cui all’art. 104, c.2 del Codice del Terzo
settore, il patrimonio residuo sarà destinato ad altre organizzazioni non lucrative di utilità
sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma
190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

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