Dal libro DIRITTO ALLA CAMPAGNA di Ilaria Agostini

Riportiamo qui l’introduzione di Vandana Shiva al libro Diritto alla Campagna di Ilaria Agostini, che attraverso un excursus storico delle esperienze di resistenza contadina in Italia e una sapiente panoramica sui movimenti ecologisti e anarchici del novecento, analizza il tema dell’accesso alla terra e della vita contadina, che si anima nelle esperienze rurali microterritoriali e nella coalizione dei neorurali con i cittadini. E’ il racconto di un’alleanza di matrice ecologista che diventa l’occasione per approfondire i temi fondanti della pianificazione e del progetto socio-territoriale: la “Fierucola del pane”, primo mercato biologico in Italia, rappresenta dal 1984 un fervido ambiente culturale e un esempio di utopia concreta.

Ve lo consigliamo caldamente!!

La monocultura della mente riduce le diverse economie a un’economia unica: quella globale del mercato in cui scompaiono le economie naturali o di autosussistenza. L’autosussistenza è vista come una deficienza economica… L’urbanizzazione divora enormi quantità di energia ed è una delle principali cause di cambiamenti climatici. E’ perciò essenziale un cambio di paradigma economico: dall’economia lineare e di rapina all’economia circolare. Dall’estrazione alla restituzione”

E’ necessaria una “messa in atto di idee ecologiste in un “collettivo” di contadini e cittadini che coltiva la diversità come risposta non violenta ai soprusi della globalizzazione, dell’omogeneizzazione e delle monoculture. Stretti in un’alleanza contro gli imperativi del mercato, contadini e cittadini pongono la resistenza non violenta (sathyagraha), la sapienza popolare e la rigenerazione (swadeshi), e l’autorganizzazione (swaraj), alla base della produzione del cibo, e in sintesi, degli stili di vita. Anche questa esperienza ci insegna che è necessario un nuovo patto col pianeta e col suolo. Un patto che riconosca che noi siamo il suolo, che dal suolo proveniamo e traiamo nutrimento. Questa è la nuova rinascita, è la consapevolezza che il suolo è vivo e che prendersene cura è il lavoro più importante svolto dai contadini. Dalla cura del pianeta, obiettivo primario, discende il cibo buono. Cibo nutriente dai suoli sani. Quando sarà riconosciuto il ruolo fondamentale dei contadini nella salute umana e nella fertilità dei suoli, l’agricoltura cesserà di esere terra di conquista da parte di industrializzazione e urbanizzazione. I contadini,remunerati per il loro ruolo ecologico e sociale, rimarranno sulla terra e non si trasferiranno come profughi  nelle aree urbane. Una riconciliazione tra città e campagna scaturirà dal nuovo patto con il suolo.”

 

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